BUY online!

Ho letto recentemente un articolo, sul Sole 24 ore, che parla della moda nel digitale e, più precisamente, delle esportazioni dirette e indirette. La moda si mischia a flussi finanziari a noi impercettibili.

I numeri di questo sistema sono veramente impressionanti, si parla di miliardi: nel 2016 il fatturato inerente alla moda copre -da solo- tra export diretto e indiretto, il 60% del mercato del Made in Italy per quanto riguarda il digitale. Questo 60% equivale a dire 7,5 miliardi €, di cui 2 miliardi di euro sono relative alle esportazioni dirette, divise in altrettante fette a loro volta gestite da un maniacale oligopolio di cinque importanti aziende (o meglio, siti) che sono: Yoox, LuisaViaRoma, amazon.it, Marketplace e infine Net-à-porter; i restanti 5,5 milardi invece sono divisi in ‘pagine’ straniere tra cui spicca Zalando che, nel 2016, da solo, ha fatturato quasi un miliardo di euro.

La crescita di questo mercato fra il 2015 e 2016 è stata del circa +30%. Il sistema è basato sul comprare e rivendere, proprio come i negozi multi o monomarca, ma sono molto più apprezzati rispetto ai normali punti vendita, grazie alla globalizzazione e al web: la pubblicità che questi siti patteggiano con le case di moda prima di ogni stagione vale milioni, ma si parla a un pubblico ben più vasto… ne deriva che i costi diventano paradossalmente nettamente inferiori.

I siti di compravendita online sono i nuovi avvoltoi del mercato: non producono, non pagano affitti (se non per i magazzini), non hanno personale numeroso e costi fissi importanti e, soprattutto, le tasse sono ridotte a un quarto, se paragonate a quelle del classico negoziante. Le loro sedi sono molto spesso nei paradisi fiscali che -guarda un po’! – sono gli stessi su cui la moda punta di più, come il Giappone (in cui le tasse sono un terzo di quelle italiane, ma con il doppio di abitanti e quindi con un ventaglio ben più importante di acquirenti). 

Sempre in Giappone, grazie agli introiti dell’online, Valentino ha aperto una vetrina nella capitale, e altri grandi stilisti sono già arrivati ad Osaka, la Milano del Sol Levante, ma con una popolazione otto volte superiore.

Anche se questo tema è solo un esempio, rappresenta allo stesso tempo una tendenza per cui la moda si sta adattando sempre di più alle abitudini di noi persone: l’uso della rete, il luogo virtuale in cui, da qualche anno, si sta investendo di più.

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